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Strige
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La mwdwstrige (anche mweamormos, in latino mweqstrix), nelle leggende dell'antica mwegRoma, era un uccello notturno di cattivo auspicio che si nutriva di sangue e carne umana, in maniera simile al successivo mwewvampiro. A differenza del vampiro, però, non era ritenuto un mwfanon morto, bensì prodotto di una mwfqmetamorfosi.
Il nome in mwfwgreco significa "gufo" (στρίξ, con il tema τρίζω che significa "stridere"),cite-ref-2[2] con il quale viene spesso confusa. Lo stesso nome scientifico moderno della famiglia (mwhaStrigidae) proviene dal mitico volatile, come anche il nome scientifico dell'mwhqallocco (mwhgStrix). Il latino "strix" o "striga" deriva dal termine greco (conservazione del tema "stridere"). Ha dato vita al nome italiano "mwhwstrega",cite-ref-3[3] al rumeno mwjastrigoi e all'albanese mwjqshtriga. In mwjglingua sarda rimane invece ad indicare un barbagianni o una civetta il termine "istriga", considerato un uccello il cui canto "presagisce danno".cite-ref-4[4]
Contents
• Medioevo
• Oggi
• Note
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Descrizione
Trattandosi di mwlguccelli hanno un becco, il quale è lungo e dorato, simile a quello del Colibrì, e lo usano per succhiare il sangue dei bambini, loro preda preferita. Di uccello conservano anche le ali, solitamente con piume rosso porpora, ma al contrario di questi hanno quattro artigli (su un totale, quindi, di sei arti) a zampa , nere come il carbone. Hanno occhi gialli e rotondi, senza pupilla.
Storie della classicità
La più antica storia registrata relativa alla strige si trovava nella perduta mwmqOrnithogonia dell'autore greco mwmgBoeus, che però è stata parzialmente salvata nelle mwmwmwnaMetamorfosi di mwnqAntonino Liberale. Qui si narra la storia di mwngPolifonte e dei suoi due figli Agrios e Oreios. Costoro, puniti per atti di cannibalismo, come mwnwLicaone, vennero trasformati. Polifonte e i figli divennero strigi, un uccello da preda "che grida nella notte, senza cibo o bevanda, con la testa in giù e le estremità inferiori in alto, portatore agli uomini di guerre e conflitti civili".cite-ref-5[5]
mwtgOvidio descrive le strigi come esseri con "grande capo, occhi sporgenti, becchi adatti al ratto, penne grigie, artigli uncinati", che "volano di notte, attaccano i bambini privi di badanti e distruggono i corpi rapiti dalle loro culle. [...] Lacerano le viscere dei lattanti con i loro becchi ed hanno la gola piena del sangue bevuto". Ovidio non sa se siano nati uccelli o siano anziane trasformate in volatili tramite magia. La Dea mwtwCarna protegge la casa dalle strigi.cite-ref-8[8]
mwvqSeneca, nel suo mwvgmwvwHercules furens asserisce che nel mwwaTartaro "risuona il tristo presagio dell'infausta strige".cite-ref-9[9]
Nel mwzqmwzgSatyricon di mwzwPetronio Arbitro, durante la mwaamwaqcena di Trimalcione l'mwagomonimo personaggio racconta un evento cui assistette quando era un giovane schiavo: alla morte del favorito del padrone, mentre si tiene il compianto, all'esterno vengono udite le strida delle mwawstrigae. Uno schiavo cappadoce, preso il mwbagladio e avvolta la mano in un mantello così da evitare di entrare in contatto diretto con gli esseri, esce e li affronta, colpendone una: tuttavia la mwbqstriga evidentemente lo tocca lo stesso, perché rientra sconvolto, livido su tutto il corpo. Rientrando in casa, i presenti scoprono che le mwbgstrigae hanno sostituito il cadavere del defunto con un manichino (mwbwmanuciolum) di paglia e stracci. Il cappadoce morì dopo pochi giorni di delirio. Petronio definisce gli esseri anche come "mwcamulieres", il che potrebbe suggerire che si tratta di donne che effettuano una metamorfosi.cite-ref-10[10]
mwdgSilio Italico, nei suoi mwdwmweaPunica – come prima mweqVirgilio con mwegEnea nell'mwewEneide e prima ancora mwfaOmero con mwfqUlisse nell'mwfgOdissea – fa discendere agli Inferi mwfwPublio Cornelio Scipione per incontrare le anime e ottenere informazioni sulla mwgaguerra in corso. Silio Italico descrive gli mwgqInferi e ne pone "a destra" un funereo albero di mwggtasso su cui dimorano gufi, avvoltoi, arpie e "la strige le cui ali sono macchiate di sangue".cite-ref-11[11]
Anche se abbondavano le descrizioni, il concetto di strige rimaneva comunque molto vago. Il naturalista mwiaPlinio il Vecchio nella sua mwiqNaturalis Historia,cite-ref-12[12] confessa di conoscerle poco. Ricorda che il loro nome viene usato come una imprecazione o una maledizione ma al di là di ciò, può solo riportare che le dicerie sul modo di nutrire i loro piccoli dovevano essere false, visto che nessun uccello, a parte il pipistrello, allatta la prole. Nel mondo antico il pipistrello era comunemente classificato come uccello. Solo mwjgAristotele lo considerava a metà fra un uccello e un animale terrestre.cite-ref-13[13]
mwlaQuinto Sereno Sammonico dedica un intero capitolo (cap. LVIII) della sua opera ai rimedi per gli attacchi delle strige, citando in gran parte l'opera di mwlqOvidio.cite-ref-14[14]
Medioevo
La leggenda della strige sopravvive nel mwnaMedioevo, epoca nel quale si pensava che le strigi fossero solo donne (da qui la connotazione femminile del termine) e che si originassero quando una madre incinta di una figlia femmina moriva durante la gravidanza. Il feto invece di morire si nutriva del corpo della madre stessa.
Come viene riportato nelle mwngmwnwEtymologiae di mwoaIsidoro di Siviglia,cite-ref-15[15] nel medioevo la parola strige divenne anche un sinonimo di strega mwpqstrigoáică mwpgrumena e mwpwmwqashtriga mwqqalbanese.
Una legge francese risalente al mwqwIV secolo e attribuita ad un antenato del re mwraClodoveo I prescrive:
mwrwmwsa"mwsqse qualcuno dice ad alta voce di una donna che è una strige (strygemwsg) o una prostituta sarà condannato ad una ammenda di 2.500 denari...Se una strige ha divorato un uomo [...] sarà condannata a pagare 8.000 denari"
Molto probabilmente però, in questo caso il termine mwtastryge diventa un sinonimo peggiorativo di "strega", come questo appellativo si stava evolvendo nelle lingue romanze.
mwtgCarlo Magno, re cristiano che non credeva agli spiriti malefici, condannò a morte, nei suoi capitolari, i mwtwSassoni che avevano bruciato (per loro unico rimedio contro le strigi) alcuni uomini e donne accusati di esserlo inventati.
Oggi
• In tempi più recenti la mwuwStrige è diventata un mostro popolare nella serie mwvamwvqDungeons & Dragons. Nel gioco prende la forma di un mostro con molte gambe che succhia il sangue delle sue vittime attraverso un becco a forma di tubo.
• Nei libri di mwvwAndrzej Sapkowski la strige è una creatura che nasce in seguito a una maledizione scagliata su qualcuno tramite un rituale magico. La vittima della maledizione si trasforma in un mostro assassino che dorme nelle tombe e si risveglia di notte per dare la caccia agli esseri umani. Nel videogioco tratto dai romanzi, mwwaThe Witcher, questo mostro è uno dei punti principali della trama, tanto che il filmato iniziale rappresenta lo scontro tra mwwqGeralt di Rivia e una strige.
• Nella saga letteraria de mwwwmwxaI guardiani di Ga'Hoole, gli hagdemon sono creature demoniache dell'inferno dei gufi, o hagsmire, e sono molto simili alle strigi. Uno dei principali antagonisti della saga è un maschio di gufo drago (un ex hagdemon) simile a un mwxqgufo delle nevi blu con alcune caratteristiche di un mwxgallocco maculato che si fa chiamare la Strige.
• Nella storia a mwyafumetti Disney mwyqPaperino e la parentesi strigidiforme (I PM 178, testo di mwygRodolfo Cimino, disegni di Anna Marabelli) apparsa su mwzaPaperino Mese n° 384 nel 2012, mwzqPaperino si ritrova temporaneamente trasformato in uno strano uccello mitologico notturno chiamato mwzgstrigide, evidentemente ispirato alla Strige dell'antichità.
• Nella serie TV The Originals (spin-off della serie The Vampire Diaries) la “Strige” è rappresentata come un gruppo di vampiri della discendenza di Elijah Mikaelson (Daniel Gillies), creata appunto da quest’ultimo
• Nella saga Le Sfide Di Apollo, quest'ultimo deve affrontare le strigi nel terzo libro della saga (Il Labirinto di Fuoco)
Note
cite-note-11. mw1wmw2aA. Vingt-Trois et al.,mw2q p. 199.
cite-note-22. ↑ mw3qmw3gH.G. Liddell et al.,mw3w pp. mw4apag. 1439, mw4q1575.
cite-note-33. ↑ mw5qmw5gO. Pianigiani, mw5wstrega.
cite-note-44. ↑ mw6wmw7amw7qDitzionàriu in Línia, su mw7gditzionariu.sardegnacultura.it. mw7wURL consultato il 25 marzo 2024.
cite-note-55. ↑ mw8wMetamorphoses, 21, in mw9amw9qS.G. Oliphant,mw9g pp. 133-134.
cite-note-66. ↑ mw-gmw-wPseudolus, 819
cite-note-77. ↑ mw-wEpodi, V, 19 sgg.
cite-note-99. ↑ mwaqgHercules furens, v. 688: mwaqkomen[que] resonat triste infaustae strigis.
cite-note-1010. ↑ mwaq0Satyricon, cap. LXIII. Cfr. anche il successivo cap. CXXXIV, in cui viene usata una probabile locuzione tipica: mwaq4Quae striges comederunt nervos tuos [...]? (Che razza di strigi si son divorate i tuoi nervi? - traduzione di Ugo Dèttore, Petronio, mwaq8Satyricon, Fabbri Editori, 1996 (1994).
cite-note-1111. ↑ mwarmPunica, XIII, v. 598: mwarqsparsis strix sanguine pennis.
cite-note-1212. ↑ mwargmwarkNaturalis Historia XI, 232
cite-note-1313. ↑ mwar0mwar4S.G. Oliphant,mwar8 p. 134, n. 4.
cite-note-1414. ↑ mwasmQuinti Sereni Sammonici poetae et medici veteris de re medica, MDLXXXI, mwasqfol. 138v-140v.
cite-note-1515. ↑ mwasgmwaskEtymologia, 12, ch. 7.42
Bibliografia
• citerefh-g-liddell-et-alHenry George Liddell, Henry Drisler e Robert Scott, A Greek-English Lexicon, 7ª ed., New York, Harper, 1883, ISBN non esistente.
• mwas4Soc. ed. Dante Alighieri di Albrighi, Segati, Vocabolario etimologico della lingua italiana
• citerefs-g-oliphant(EN) Samuel Grant Olphant, The Story of the Strix: Ancient, in Transactions and Proceedings of the American Philological Association, vol. 44, 1913, pp. 133-149, ISBN non esistente.
• mwate(EN) Christopher Michael McDonough, Carna, Proca and the Strix on the Kalends of June, in Transactions of the American Philological Association, vol. 127, 1997, pp. 315-344.
• citerefa-vingt-trois-et-al(FR) André Vingt-Trois, Patrick Jacquin, Dany Sandron, Jean-Pierre Cartier, Gérard Pelletier e Joseph Doré, Notre-Dame de Paris, collana La grâce d'une cathédrale, Strasburgo, La Nuée Bleue, 2012, ISBN 2-8099-0798-6.
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